di Brenda Bimbi

Sono molte le curiosità storiche legate alla cultura di Firenze e tante ne potrai scoprire se verrai studiare la lingua italiana con noi alla scuola ABC, ma voglio anticiparti qualcosa in questo piccolo articolo. 

Alcuni modi di dire che usiamo, certi in tutta Italia, altri solo a Firenze, derivano da fatti storici o da tradizioni fiorentine. 

 [English below]

Tutti i corsi organizzati dalla scuola di lingua italiana ABC di Firenze danno una grande importanza anche alle attività culturali che permettono agli studenti di scoprire la città e altri aspetti della cultura italiana.

Studiamo insieme la lingua con i nostri corsi di italiano la mattina e nel pomeriggio proponiamo seminari, visite e escursioni tutte in italiano e tutte accompagnate dai nostri insegnanti, alcuni dei quali sono anche delle guide turistiche abilitate e hanno una grande conoscenza dell’arte e della storia.

Di Mariela Angelova

Gli italianismi 

Essendo derivato dal latino, che è la radice di molte lingue, non è sorprendente che l’italiano appaia spesso nelle lingue straniere. Anche se siete principianti probabilmente conoscete già tantissime parole italiane. Per esempio, tutti conosciamo la parola ciao che si usa in trentasette lingue mondiali. Quest’articolo esplorerà le parole italiane, i cosiddetti italianismi, che sono usate nelle altre lingue. Ma fate attenzione! Qualche volta il significato non è sempre lo stesso. 

pasta italia

 

di Mariela Angelova

Nonostante Firenze e Pisa siano geograficamente vicine l’una con l’altra, condividendo anche un fiume (l’Arno), non potrebbero essere più distanti in termini del loro rapporto. Se chiedete un pisano se preferisce Firenze o Pisa, vi risponderà: “Pisa, certo!” E se fate la stessa domanda a un fiorentino, la risposta sarà l’opposta. In altre parole, c’è una rivalità tra le due città. Forse non è sorprendente dato che l’Italia è un paese di campanili (il campanilismo si riferisce all’attaccamento forte al proprio paese o alla propria città), perciò, la rivalità regionale fa parte del DNA italiano. Infatti, esiste un detto: “Meglio avere un morto in casa che un pisano all’uscio” che si è diffuso a tutta la Toscana. 

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  di Brooke Carter

 Prima vorrei fare una piccola introduzione sulla la storia di David. Nella Bibbia si dice che era un pastore giovane che si offrì volontario per combattere Golia. Golia era un gigante e nessuno poteva sconfiggerlo finché David non lo uccise solo con una fionda e alcune pietre. Contro ogni previsione, David vinse e la morale della storia è che tutto è possibile quando sei con Dio. 

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MICHELANGELO FECE UNA COSA DIVERSA CON LA RAPPRESENTAZIONE DI DAVID

 David era stato raffigurato da altri artisti prima di Michelangelo: nel 1440 da Donatello (in foto qui sotto al Museo del Bargello), e dal 1473 al 1475 da Andrea del Verrocchio per esempio. In queste sculture in bronzo la testa di Golia è ai piedi di David, mostrando un momento dopo il combattimento; Michelangelo invece decise di rappresentarlo prima e quindi non c’è la testa del gigante ma David tiene la fionda con la quale lanciò la pietra. I critici d’arte hanno espresso delle idee sul motivo per cui è ritratto così muscoloso e forte invece che magro come ci si aspetterebbe data la giovane età di David quando sconfisse Golia, ma, per me, penso che mostri la forza di Dio. Michelangelo creò una cosa completamente unica. 

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DAVID AVREBBE DOVUTO STARE SUL DUOMO 

 Molte persone hanno notato che le proporzioni di David sono un po’ strane particolarmente quelle dei suoi piedi e delle sue mani, ma Michelangelo era un esperto di proporzioni e quindi non fu un errore. Originariamente Michelangelo creò David per stare su uno dei contrafforti della cupola del Duomo, perciò, le proporzioni sarebbero state perfette per essere viste da sotto. Però non fu possibile mettere David sul Duomo, quindi un gruppo di politici ed artisti, tra cui Leonardo Da Vinci e Botticelli, scelse di metterlo in Piazza della Signoria. C’erano alcune ragioni per questo: una è che David è nudo e sarebbe stato poco consono metterlo su una chiesa, inoltre, l’attenzione ai dettagli non è qualcosa che si può apprezzare da lontano. Attualmente il David originale è nella Galleria dell’Accademia, ma ci sono 2 repliche: una davanti a Palazzo Vecchio e una al Piazzale Michelangelo quest’ultima in bronzo.

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DAVID FU SCOLPITO DA UN ENORME BLOCCO DI MARMO

La statua di David è grandissima, pesa 6 tonnellate e è più alto di 5 metri (che è quasi l’altezza di una casa a due piani!). Michelangelo lo scolpì da un unico blocco di marmo che veniva dalle cave di Carrara in Toscana.

MICHELANGELO NON ERA L’UNICO SCULTORE CHE LAVORÒ SU QUEL BLOCCO DI MARMO

Il marmo di cui è fatto David era stato considerato precedentemente inutilizzabile. Michelangelo fu il terzo scultore che provò a lavorarlo. Agostino di Duccio e Antonio del Rosellino avevano tentato di lavorare con questo blocco ma non poterono farlo per le difficoltà tecniche che presentava così rimase inutilizzato per 26 anni fino al 1501, quando Michelangelo accettò la sfida. Era una doppia sfida, non solo per i problemi che la pietra presentava ma anche perché per uno scultore lavorare su un blocco di marmo già sbozzato da altri è un’impresa molto difficile.

NESSUNO VIDE DAVID FINO AL COMPLETAMENTO NEL 1504

Michelangelo ci mise esattamente 3 anni per completare la statua (dal 9 di settembre 1501 all’8 di settembre 1504), ma ci sono molti misteri su come abbia creato David. Michelangelo fu da solo per tutto il tempo che creava il David perché non voleva che le persone lo vedessero prima che lui l’avesse finito né che gli dicessero cosa avrebbe dovuto fare. Quando la statua era quasi completata, Pier Soderini, allora gonfaloniere della Repubblica fiorentina, potè vederla in anteprima: la osservò attentamente e disse che il naso era troppo grosso e che Michelangelo avrebbe dovuto correggerlo. In risposta a questo, lo scultore prese una manciata di piovere di marmo, salì in alto e finse di ritoccarlo facendo cadere la polvere e Soderini esclamò che così era perfetto. Un aneddoto comico che rivela anche il carattere di Michelangelo. 

DAVID È UN SIMBOLO DELL’IDEALE DI LIBERTÀ 

Dal 1498 al 1512, la gente di Firenze viveva sotto la Prima Repubblica dopo gli anni di tirannia dei Medici. La storia di David e Golia fu vista così come un simbolo di quel momento storico: come David uccise Golia, così Firenze aveva cacciato dalla città il “gigante” potere mediceo. Ecco perché si scelse di collocarlo davanti a Palazzo Vecchio, sede del governo, a simbolo e protezione della libertà di tutti i fiorentini. 

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FONTI 

https://www.viaggiatricecuriosa.it/2020/11/27/david-di-michelangelo-storia-curiosita/

https://www.thecollector.com/10-facts-about-michelangelo-david-sculpture/

https://www.contexttravel.com/blog/articles/ten-facts-about-the-statue-of-david

https://www.accademia.org/explore-museum/artworks/michelangelos-david/facts-about-david/

https://theflorenceinsider.com/fun-facts-michelangelo-david/

https://michelangelobuonarrotietornato.com/2017/02/16/il-naso-del-david/ 

di Brenda Bimbi

 C’era una volta una scarpetta di cristallo… 

“Mi raccomando Cenerentola, a mezzanotte l’incantesimo svanirà e la carrozza tornerà a essere una zucca…” 

Non ho mai capito come abbia fatto quella ragazza a ballare tutta la sera con delle scarpe così scomode, ma questa è tutta un’altra storia: la scarpetta di cui ti voglio parlare non è una piccola scarpa ma un gesto da golosi, un segno di apprezzamento e gratitudine, qualcosa di liberatorio.

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Forse a qualcuno potrebbe sembrare poco elegante, ma è talmente diffuso che anche il Galateo delle buone maniere lo approva.

Che cosa significa fare la scarpetta? Pulire il sugo che rimane nel piatto alla fine del pasto con un pezzo di pane. 

Perché lo facciamo? Perché quello che abbiamo mangiato era buonissimo e non vogliamo sprecarne neanche un po’. Al ristorante o a casa, la scarpetta è sempre apprezzata da chi ha cucinato, proprio perché esprime il nostro gradimento: preferibilmente usiamo la mollica (cioè la parte morbida) del pane fresco che si inzuppa più facilmente e ci permette di raccogliere bene il cibo. Attenzione anche al tipo di pane: quello toscano (senza sale) è forse il più adatto, meglio comunque non usare dei pani speziati.

Ma perché si dice fare la scarpetta? L’etimologia è incerta ma sembra quasi sicuro che derivi dai dialetti del sud Italia: a Roma questo modo di dire era già diffuso nell’Ottocento, oggi è molto comune in tutta la penisola. Secondo l’Accademia della Crusca potrebbe derivare dal siciliano “scarsetta” cioè scarsità, mancanza: chi ha “scarsetta” di cibo, chi ha fame, pulisce a fondo il piatto. La stessa parola e con lo stesso significato si ritrova anche nel dialetto napoletano.  Un’altra ipotesi divertente ci porta invece in Abruzzo, dove “scarpetta” significa “passeggiata” e potrebbe quindi riferirsi al percorso del pane nel piatto. Sempre in Abruzzo inoltre “scarpetta” è una specie di panzerotto, un pane ripieno di sugo. Dunque, ognuno ha il suo sugo preferito, la salsa di pomodoro (pommarola), il ragù, il pesto alla genovese, il sugo alla Norma, il sugo alla Carrettiera, l’amatriciana, alla puttanesca, all’arrabbiata, il sugo finto, alle vongole, alle verdure… ma l’importante è fare la scarpetta alla fine.

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Link per letimologia secondo l'Accademia della Crusca https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/in-italia-facciamo-la-scarpetta-anche-senza-conoscerne-lorigine/22210 

 

 

di Brenda Bimbi

La lunghissima storia di Firenze è fatta anche di storie che si tramandano e forse si arricchiscono di particolari nella fantasia popolare. Ne ho scelte tre che hanno in comune la presenza di un fantasma e spero che ti piaceranno e ti faranno venire la curiosità di visitare i luoghi in cui si svolsero.

Ginevra degli Amieri

Tra le leggende medievali che si raccontano in città quella di Ginevra degli Amieri (o degli Almieri) è forse una delle più famose. 

Tra i palazzi nobiliari, le torri, le piazze, le chiese e le strette vie di Firenze, ebbe luogo una vicenda che ha dell’incredibile… ma nemmeno poi così tanto. 

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di Brenda Bimbi

Gli studenti che vengono alla scuola ABC a Firenze o in Liguria a Sestri Levante per imparare la nostra lingua e la nostra cultura, passano generalmente molto tempo in città e hanno così il tempo di conoscerla bene, di trovare i loro bar, gelaterie e ristoranti preferiti, di conoscere le persone e di scoprire magari anche qualche angolo nascosto e non amano essere considerati come dei turisti “mordi e fuggi”.

Le molte attività culturali organizzate nel pomeriggio dalla scuola ABC per tutti gli studenti, ti aiuteranno a scoprire la città con un’insegnante che è anche guida turistica, in ogni modo se sei arrivato/a da poco o se stai per venire a studiare con noi, parafrasando la famosa espressione “Quando sei a Roma, fai come fanno i romani” voglio darti qualche consiglio e quindi… quando sei a Firenze, fai come fanno i fiorentini, entrerai in contatto con la vita della città in modo molto diverso.

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di Ben Jagger

Michelangelo (1475-1564) aveva appena 26 anni quando ricevette, dall'Arte Della Lana, l'incarico di scolpire il David, aveva da poco finito la Pietà per la Basilica di San Pietro in Vaticano e la sua fama di scultore era in aumento. Al suo ritorno a Firenze nel 1501 gli fu consegnato un enorme blocco di marmo già sbozzato e che presentava delle difficoltà intrinseche tanto che due artisti prima di lui (Agostino di Duccio e Antonio Rossellino) avevano abbandonato il lavoro: una vera sfida per il giovane artista. 

Scolpito tra il 1501 e il 1504, il David è alto 4,10 metri ed è oggi una delle sculture più famose del mondo. 

 di Niamh Andrews

 

  • Ordinare un cappuccino dopo mezzogiorno 

Gli italiani sono del parere che il latte faccia male alla digestione e vi guarderanno in modo strano se vuoi un cappuccino dopo un pasto. Tipicamente, la colazione in Italia non è pesante (un pasticcino da portare va benissimo) quindi, il latte in questo caso fa parte del pasto. Per essere un vero italiano, ordinate un espresso- o più semplicemente un caffè- e bevetelo al banco. 

  • Perdersi 

Non voglio mentire, cercare un indirizzo a Firenze non è facile però questo trucco ti aiuterà. I numeri civici di questa città vecchia sono o neri o rossi, e alcuni edifici hanno entrambi i numeri, ma cosa significa? I numeri neri sono utilizzati per gli edifici residenziali, invece, i numeri rossi sono riservati alle attività commerciali. Per diventare ancora più esperto, devi sapere che se la strada è parallela al fiume Arno, la numerazione degli edifici inizierà alla direzione della sorgente. Altrimenti, se la strada è perpendicolare al fiume, la numerazione comincerà nella parte più vicino all’Arno. Infine, i numeri pari si trovano a destra e i numeri dispari sono a sinistra. 

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Il Negroni

di Charlie Clough

“Gli amari sono eccellenti per il fegato, il gin fa male. Si bilanciano a vicenda.” – Orson Welles

Firenze è senza dubbio uno dei centri storici culturali più famosi del mondo. È la città in cui sono nati o vissuti alcuni dei più importanti e influenti italiani di tutti i tempi, tra cui, solo per citarne alcuni: Dante, Galileo, da Vinci, Machiavelli e Michelangelo. Personaggi così famosi che li riconoscereste anche da uno solo dei loro nomi, e giustamente, per il loro contributo all'arte, alla letteratura, alla scienza e alla cultura, a cui viene data la giusta importanza. Tuttavia, un pezzo di cultura fiorentina che non sapevo di assaporare già da anni è questo, il Negroni.

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Calcio Storico Fiorentino

di Charlie Clough

 

In inglese si dice che il rugby è un gioco da teppisti giocato da gentiluomini, mentre il calcio è un gioco da gentiluomini giocato da teppisti: quando ci si riferisce al Calcio Sorico Fiorentino, nessuna delle due definizioni sembra del tutto appropriata. 

Può essere descritto al meglio come un insieme di calcio, rugby e arti marziali miste. Se questo vi sembra ridicolo, lo è anche per me e davvero deve essere visto per essere creduto (i link ad alcuni filmati sono alla fine di questo articolo). Si gioca in Piazza Santa Croce in tre partite durante una competizione annuale tra i quattro quartieri della città. Le squadre sono: gli Azzurri di Santa Croce, i Bianchi di Santo Spirito, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni.

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Brenda Bimbi

Ecco una brevissima lista di alcune espressioni molto comuni nella lingua italiana e che spesso non trovano una traduzione precisa nelle altre lingue. Alcune di queste sono usate anche all’estero, altre sono meno conosciute: i nostri studenti ce ne chiedono spesso il significato e imparano a usarle molto bene.

Boh

Una parola, o forse sarebbe meglio dire un suono, che significa “non lo so”, esprime incertezza o anche incredulità. 

Come sai gli italiani comunicano molto anche con il linguaggio del corpo e in questo caso particolare, espressione facciale e movimento sono parte integrante del suono boh: quando lo dici, ti devi ricordare di fare un leggero movimento delle spalle verso l’alto e in avanti abbassando contemporaneamente gli angoli della bocca. Se vuoi, puoi anche sollevare i palmi delle mani verso l’alto.

Vuoi provare?

Esempio:

“Scusa, quanto pesa il David di Michelangelo?”

“Boh, non lo so davvero…”

boh

di Brenda Bimbi

Buon anno nuovo!

Se fossimo a Firenze nel medioevo, l’anno nuovo comincerebbe il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, dell’incarnazione del Verbo alla Vergine Maria attraverso l’Arcangelo Gabriele, giorno che celebra un nuovo fondamentale inizio e che coincide anche con la rinascita della natura, con il risveglio della primavera, con la rivincita della luce sulle tenebre.

Bandierai di Firenze

di Brenda Bimbi

Tutti sanno che la moda e gli abiti sono importanti per gli italiani. Sarà per quel nostro innato senso estetico o forse perché il vestito è da sempre anche un modo per riconoscere l’appartenenza a uno stato sociale o a una fazione politica.

La parola “candidato”, che identifica una persona che si presenta alle elezioni, e con un significato più esteso indica qualcuno che si propone per un nuovo lavoro o per sostenere un esame, deriva dal latino candidatus, cioè vestito di una toga candida, bianchissima, a significare la purezza delle intenzioni e delle qualità morali.

Divisa”, sinonimo di uniforme, viene invece dall’abitudine, molto diffusa durante il  medioevo, di indossare, in occasioni di feste o di battaglie, le calze, le giacche di colori diversi, divise appunto, a seconda della famiglia, della contrada o della città di cui si faceva parte.

In italiano ci sono anche modi di dire legati al mondo della moda o dei vestiti, espressioni fisse, cristallizzate dall’origine molto antica e a volte incerta.

  1. È un altro paio di maniche.

Per rimanere in ambito medievale, vorrei cominciare con questa espressione. Nel medioevo agli abiti si potevano spesso staccare e cambiare le maniche che erano una delle parti più sottoposte a usura. Inoltre, sostituendo le maniche, il vestito poteva apparire anche molto diverso ed è proprio da qui che viene questo modo di dire che indica due cose alternative e completamente differenti tra loro.

“Quando leggo in italiano posso capire, ma parlare è un altro paio di maniche”

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di Brenda Bimbi

 

L’errore è spesso fonte di frustrazione, lo sappiamo bene perché a tutti capita di sbagliare.
La lingua italiana poi, per uno straniero è piena di insidie: le preposizioni, i pronomi, il congiuntivo, la concordanza dei tempi… sono tanti gli errori che si possono fare, soprattutto all’inizio. A dire la verità anche agli italiani può capitare qualche volta perché la struttura è complessa ma non bisogna avere paura di sbagliare: hai mai pensato a quanti sono i grandi successi o le grandi scoperte che in realtà sono nati per errore o per caso?
Anche nella lunga tradizione enogastronomica italiana ce ne sono molti: si tratta di creatività, di intuizioni, di esperimenti o di fortunate distrazioni che danno vita a nuove, inaspettate soluzioni.
Chi sarà stato quel contadino che ha provato a fare il vino con l’uva che era rimasta a seccare al sole e ha scoperto così che ne veniva fuori una bevanda dolce e buonissima? O l’altro che ha notato che la fermentazione nelle bottiglie rimaste al caldo stava producendo delle bollicine e che poi, con alcuni perfezionamenti, ha dato vita allo spumante?
Le leggende e le storie si rincorrono, si perdono nella memoria popolare e ne ho scelte alcune che mi sembrano interessanti.

Il panettone

Siamo a Milano, nelle cucine di Palazzo Sforzesco nel XV secolo quando, per una distrazione, il cuoco di Ludovico il Moro brucia il dolce che stava preparando per il suo signore. Per rimediare all’errore, Toni, uno dei garzoni, comincia allora a impastare gli ingredienti che erano a disposizione: farina, uova, zucchero, uvetta e canditi. Il Pan de Toni (e da qui il nome panettone) viene servito in tavola e ha un grandissimo successo, salvando i cuochi da una brutta situazione.

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di Silvia Barbieri

 

 

Piazza della Santissima Annunziata è una delle più importanti e antiche piazze di Firenze, si trova nel cuore della città, vicino al Duomo e Piazza San Marco. Qui trovate la basilica della Santissima Annunziata e lo Spedale degli Innocenti, un istituto molto importante, dove per 400 anni, sono stati ospitati, curati e cresciuti molti bambini orfani o abbandonati. 

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di Giulia Barca

IL GALATEO A TAVOLA IN ITALIA

Si fa o non si fa?

Quanto conosci le regole e le abitudini degli italiani a tavola, al bar e al ristorante?

Fai il test e scopri il tuo livello di italianità!

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  • Normalmente a colazione:
  1. si mangia il pane con burro e marmellata
  2. si mangia salato
  3. si mangiano le uova strapazzate con il prosciutto
  • Prima di cominciare a mangiare:
  1. si dice “cin cin”!
  2. si mette il tovagliolo intorno al collo
  3. si dice “buon appetito”!
  • Al bar normalmente:
  1. si dice “voglio un caffè, grazie” 
  2. si beve un caffè in piedi al bancone
  3. nel pomeriggio o la sera si ordina un bel cappuccino!
  • E con gli spaghetti che si fa?:
  1. si mangiano gli spaghetti con forchetta e cucchiaio
  2. si tagliano gli spaghetti con il coltello
  3. si usa la forchetta per avvolgere gli spaghetti
  • Al ristorante:
  1. si mette il tovagliolo sulle gambe
  2. si lascia la mancia sul tavolo
  3. si fanno rumori con il corpo
  • In generale, a tavola:
  1. si appoggiano i gomiti sul tavolo
  2. si mangia l’insalata come antipasto
  3. si mangia a bocca chiusa
  • Ancora al ristorante…
  1. si fa “la scarpetta” (cioè si raccoglie il sugo rimasto nel piatto con un pezzo di pane)
  2. ci si pulisce la bocca con il tovagliolo prima di bere
  3. si annusano i cibi prima di mangiarli in segno di gradimento
  • A tavola, in famiglia:
  1. si prende il cibo dal piatto di portata con la forchetta personale
  2. si comincia a mangiare quando tutti hanno il cibo nei piatti
  3. si mangiano antipasto, primo, secondo, contorno, dolce
  • A cena a casa di amici: 
  1. a fine pasto si beve un amaro (o anche detto “ammazzacaffè”)
  2. si fuma a tavola tra una portata e l’altra
  3. si mette il cellulare sul tavolo
  • A tavola con la famiglia e con gli amici per un’occasione importante:
  1. si prende il sale con le dita
  2. si mescola il vino con l’acqua
  3. si offre la parte migliore da mangiare agli altri commensali

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Soluzioni: 

  • a 2) c   3) b   4) c   5) a   6) c   7) b   8) b   9) a 10) c

Da 8 a 10 risposte esatte:

Complimenti! Il tuo livello di italianitàè ottimo! L’Italia e gli italiani non hanno segreti per te. Vieni a trovarci e scoprirai tante altre curiose informazioni!

Da 4 a 7 risposte esatte: 

Sei sulla buona strada, il tuo livello di italianitàè molto buono ma potresti sempre migliorare. Vieni a trovarci e potrai aumentare e migliorare le tue conoscenze!

Da 0 a 3 risposte esatte:

Coraggio! Ci sono ancora molte cose da scoprire sulle abitudini degli italiani, ma non devi preoccuparti! Vieni a trovarci e vedrai! 

 

Speriamo di poter riaprire presto la scuola, intanto (e anche dopo!) le lezioni di italiano sono online

https://abcschool.com/en/courses/italian-courses-online-skype

di Gian Michele Pedicini


Sicuramente molti di voi conoscono la canzone 'O sole mio, una delle canzoni italiane più famose al mondo. Moltissimi artisti negli anni hanno interpretato questo successo, come Elvis Presley (It's now or never), Luciano Pavarotti, Tony Bennett, Jorge Negrete e tanti altri.

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di Francesca Buonfiglio

Piccolo alfabetiere fiorentino

In questo breve articolo ho voluto raccogliere alcune espressioni tipiche del “dialetto” fiorentino. Mi sono basata sul libro  “A Firenze si parla così: frasario moderno del vernacolo fiorentino” di Renzo Raddi, scrittore di Firenze molto attento a documentare la più pura tradizione del vernacolo fiorentino. Ho scelto per ogni lettera un’espressione per me familiare, divertente e molto usata.

 

come… ACQUA IN BOCCA (Acqua ‘n bocca): non far parola, mi raccomando! Proprio come uno che avendo del liquido in bocca, non potesse aprirla per timore di perderlo.

silenzio

di Linda Rossini 

 

Risotto ai carciofi aromatizzato ai pronomi - Facciamo una ricetta con Linda

Come si puliscono e si cucinano i carciofi?

Tante volte i miei studenti mi hanno fatto questa domanda. Proviamo insieme a fare un primo piatto a base di carciofi, con un pizzico di imperativo e pronomi.

linda carciofi

 

PINOCCHIO IN CASA SUA: LE AVVENTURE DI PINOCCHIO TRA SESTO FIORENTINO E FIRENZE

di Francesca Buonfiglio 

L’autore del libro "Pinocchio in casa sua", Nicola Rilli, era un appassionato studioso di etnologia e di archeologia. Si trasferì a Firenze dove lavorò a “La Nazione” come correttore di bozze. Successivamente il Marchese Gerini lo ospitò con la famiglia nella sua villa di Colonnata e in questo periodo Rilli pubblicò “Pinocchio in casa sua”.

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 di Silvia Barbieri

 Il Brindellone 

Dal 1622 a Firenze il giorno di Pasqua esiste un’antica tradizione, lo Scoppio del Carro, chiamato dai fiorentini “Brindellone”. 

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La domenica di Pasqua questo particolare carro attraversa il centro storico della città e circondato da musici e sbandieratori arriva in piazza Duomo, tra il battistero e la cattedrale di Santa Maria del Fiore. 

Qui grazie ad un lungo filo di ferro che unisce il carro ad una colonna di legno nel centro del duomo, una “Colombina”, ossia un razzo a forma di colomba, deve attraversare tutta la cattedrale, accendere il Brindellone e far partire così i famosi fuochi d’artificio, con giochi di colori e luci . 

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Ad accendere la Colombina sono 3 pietre dal Santo Sepolcro di Gerusalemme, portate secondo la tradizione a Firenze da Pazzino Pazzi, un nobile e coraggioso cavaliere fiorentino durante la Prima Crociata del 1096. 

Se la Colombina arriva al carro e la cerimonia si svolge correttamente è auspicio di buona fortuna per la città e anche se in passato la fortuna rappresentava un buon raccolto, ancora oggi i fiorentini amano continuare quest’antica usanza storica e religiosa.

 

Per uteriori informazioni su questa e altre tradizioni fiorentine, puoi leggere qui https://abcschool.com/it/dopo-le-lezioni#h3-tradizioni-fiorentine

Nel 2020 lo Scoppio del carro, naturalmente, è sospeso. Qui un video della Pasqua a Firenze nel 2019 https://www.youtube.com/watch?v=aMna3nhhptk

Lo studio della lingua italiana però non si ferma e se vuoi fare lezione con noi puoi cliccare qui: https://www.abcschool.com/en/courses/italian-courses-online-skype

 

di Agnese Capaccioli

Resilienza deriva dal verbo latino resilire che significa “rimbalzare”. Fino a qualche tempo fa questa parola era usata solo nel linguaggio tecnico e descriveva la capacità di un materiale di resistere agli urti. Oggi questo termine si è esteso alla sfera della psicologia e viene usato per descrivere la capacità di una persona di affrontare un trauma riorganizzando la propria vita in maniera positiva, ripartendo dalle opportunità favorevoli nascoste dentro a un momento di particolare difficoltà.

Dalla stessa radice latina deriva l’aggettivo resiliente: una persona resiliente riesce a fronteggiare una situazione avversa dando un nuovo slancio alla propria esistenza ponendosi piccoli grandi obiettivi, facendo tesoro degli elementi positivi, anche se pochi o limitati. 

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Praticare la resilienza ci permette di arricchirci, di imparare e di apprezzare cose nuove e talvolta sorprendenti, di rinascere più forti e consapevoli di sé stessi e del mondo.

Ora più che mai, siate resilienti!

Agnese

Una bella storia di resilienza:

https://www.mymovies.it/film/2008/themillionaire/

Stiamo tutti a casa, ma l'italiano non si ferma: se vuoi informazioni sui nostri corsi di italiano online:

https://www.abcschool.com/en/courses/italian-courses-online-skype

 

di Serena Paci

 

Questa espressione indica che una cosa si trova molto vicina ad un’altra. Scopriamo il perché…

uscio e bottega

di Brenda Bimbi

Il toni. Solo se sei fiorentino o vivi a Firenze da un po’ sai cos’è il toni. Nel resto d’Italia, non si chiama così, neanche a Siena o a Pisa. L’indumento comodo formato da pantaloni e casacca di cotone, tutti gli altri lo chiamano tuta da ginnastica.

Ma perché a Firenze la tuta sportiva si chiama toni?

Di Brenda Bimbi

 

Nella lingua italiana, per indicare una notizia falsa e infondata, come quelle che girano incontrollate e potenzialmente pericolose soprattutto su internet, diciamo che è una bufala.

Sì, una bufala, proprio come quel grande animale dal cui latte produciamo le buonissime e famose mozzarelle.

Ma perché? 

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 Di Lucy Ross-Stewart, studentessa dell'Università di Bath e della scuola ABC di Firenze

 

La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più famosi nel mondo e è il più grande in Italia. È situato al primo e al secondo piano dell’edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari. Contiene sculture di epoca romana, quadri molto conosciuti dall’età medioevale al periodo moderno e alcuni tra i più noti capolavori del Rinascimento.

di Brenda Bimbi

Crepi il lupo!

Hai un esame? Stai cercando un nuovo lavoro? Devi affrontare una situazione difficile?

Un italiano non ti dirà “buona fortuna” ma “in bocca al lupo”.

Pare che questa formula abbia un’origine molto antica e che sia nata come augurio scaramantico per i cacciatori che andavano a caccia nei boschi. La loro risposta era “crepi il lupo” (crepare = morire, il lupo deve morire).

La frase rituale aveva dunque l’intenzione di allontanare il pericolo.

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di Brenda Bimbi

 

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A Firenze, come in buona parte del mondo, esprimersi attraverso il colore usando le strutture urbane è un fenomeno abbastanza diffuso. Alcuni artisti sono molto conosciuti e sono sempre più le iniziative, anche museali, che coinvolgono la street art, sebbene il dibattito a proposito del confine tra arte di strada e vandalismo sia ancora acceso. Le differenze vanno forse ricercate nelle motivazioni, nel perché si decide di intervenire e in che modo.

di Ella Rosie Scriven

Ho viaggiato tanto nella mia vita e ho incontrato tantissime città, culture e persone che mi sono piaciute molto, ma posso assicurarti che Firenze è una delle mie preferite. Firenze non è solamente ricca di storia e cultura, ma anche l'atmosfera è bellissima, proprio come la sua architettura. Quando visito delle nuove città, a parte le attrazioni turistiche, mi piace soprattutto trovare i posti memorabili o quelli che di solito non vengono letti nei blog di turismo. Quindi, ecco una lista delle mie cose preferite da fare nella bella Firenze.

Di Ella Rosie Scriven

 

È giusto dire che quando s’impara una nuova lingua, non c’è nessun modo semplice o facile. Quando salti per la prima volta in una nuova lingua, può sembrare spaventoso e scoraggiante ma tuttavia è interessante e vantaggioso.

Non c’è bisogno di spiegare il fatto che l'apprendimento di lingue nuove apre le porte a carriere, nuove culture, società diverse, storie ricche ... la lista potrebbe continuare molto.

Ho concentrato qui sei punti e aspetti importanti da considerare quando s’impara una nuova lingua, vediamo se voi multilinguisti siete d'accordo con me ...

di Brenda Bimbi

 

Parlare del pane significa parlare di una parte fondamentale della cultura toscana, quella che affonda le radici nella civiltà contadina, nelle famiglie di ognuno di noi, nella nostra infanzia e indietro nel tempo fino addirittura a Dante Alighieri che lo cita nella Divina Commedia.

Impossibile per me non pensare ai miei nonni: il mio bisnonno aveva un mulino a acqua su un piccolo fiume nei dintorni di Firenze, la Greve, dove lavoravano anche i fratelli e i cugini di mia nonna, mentre mio nonno faceva il fornaio. Così quando ero piccola vedevo sempre questi uomini che tornavano a casa infarinati e profumati, lasciando con i piedi orme bianche sul pavimento che le solerti donne di casa si affrettavano a ripulire.

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Di Tanja Brenner

Nel 1519 la vita di Caterina ebbe un inizio molto triste. Sua madre morì a pochi giorni dalla sua nascita e anche il padre, Lorenzo II, a causa di un’influenza con febbre molto alta, morì due settimane più tardi. La piccola Caterina, a diciannove giorni era già sola.

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di Brenda Bimbi

Se avete l’occasione di essere a Firenze durante le festività pasquali, vi consiglio di non perdere la cerimonia dello Scoppio del Carro che, naturalmente, sarà seguita anche da tantissimi fiorentini e altrettanti turisti.

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di Brenda Bimbi

L’ispirazione per l’articolo di oggi, mi è venuta guardando in alto.

Oggi il cielo è grigio e cade una pioggia leggera ma insistente, tipicamente fiorentina.

Allora mi è sembrato il momento giusto per parlare dei modi di dire con l’acqua. Eccone alcuni.

La visione di film italiani (con o senza sottotitoli) è senz’altro un buonissimo esercizio per chi vuole imparare la lingua e approfondire la conoscenza della cultura italiana. Ecco perché a scuola abbiamo una buona videoteca di cui proponiamo la visione. Tra questi c’è anche “La pazza gioia”, un film del 2016 del regista toscano Paolo Virzì.

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Ciao tutti, mi chiamo Michaela e sono una studentessa di lingue (l’italiano + il francese) all’università di Bath. L’anno scorso ho trascorso più o meno sei mesi alla scuola ABC, a Sestri Levante ed a Firenze. Il mio soggiorno è stato il più bello della mia vita, e sono molto contenta di aver scelto la scuola ABC.

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Sono arrivata a Sestri Levante a luglio 2017. Prima di arrivare avevo un po’ di paura perché non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono trovata in un paese straniero da sola, senza un’amica, in una piccola città sconosciuta. Ma questo sentimento di paura è scomparso subito dopo il mio arrivo: Monica e tutte le insegnanti mi hanno accolto a braccia aperte.

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La scuola ha l’esperienza con l’istruzione dell’italiano. Ho notato che il mio italiano è migliorato dopo solo una settimana. E anche dopo 4 o 5 mesi, ho continuato a progredire. Le insegnanti ci hanno incoraggiato a parlare italiano in classe, durante la pausa con gli altri studenti, nel pomeriggio quando facevamo le attività diverse, per esempio una gita a Portofino o le Cinque Terre. Le insegnanti sono molto simpatiche e sempre con un sorriso. Anche oggi, mesi dopo la mia partenza sono in contatto con alcune insegnanti, ed è molto bello avere la possibilità di parlare con loro.

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Un altro aspetto meraviglioso di essere uno studente della scuola ABC è la possibilità di incontrare e fare conoscenze con gli altri studenti. Durante il mio soggiorno ho incontrato gli studenti provenienti da 5 continenti, e da almeno 15 paesi. Grazie alla scuola posso dire che ho fatto, senza dubbio, delle amicizie per la vita.

Vi aggiungo alcune foto affinché possiate vedere anche voi la bellezza di questo paese splendido.

Michaela.

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di Brenda Bimbi

Il libro, scritto nel 1881 e uscito a puntate sul Giornale dei Bambini, è stato tradotto in più di 240 lingue (fonte Unesco). Molte e diverse sono state da allora le edizioni, tanti gli adattamenti, e poi film, cartoni animati, musical, versioni teatrali…

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di Brenda Bimbi

La festa dell’Epifania (parola che deriva dal greco e significa manifestazione, apparizione) è una delle più importanti del calendario cristiano e celebra l’incontro fra Gesù e i tre Magi che ne riconoscono la divinità, il 6 gennaio, pochi giorni dopo la nascita del Bambino.

Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni, il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana parliamo con Monica, la direttrice della scuola ABC. Sicuramente l’avete già vista in segretaria o forse avete partecipato a uno dei suoi corsi di cucina.

Le piace molto cucinare.

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di Brenda Bimbi

Si avvicina il Natale e Firenze, già dai primi giorni di dicembre, si accende di tante luci colorate. I piccoli vicoli e le strade principali del centro, così come le vetrine dei negozi, si illuminano aumentando il fascino della città.

Fiorentini e turisti, incappucciati per il freddo, camminano veloci per le strade con le mani piene di pacchetti e i negozi restano aperti tutti i giorni per permettere di comprare i regali per amici e familiari.

Ma il Natale a Firenze non è solo shopping.

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Ospitiamo con piacere nel nostro blog, un articolo che ci hanno inviato da www.eurotrad.it a proposito delle possibilità di lavorare online proprio grazie alla conoscenza della lingua italiana.

Le traduzioni di manuali, così come quelle dei cataloghi, sono sempre più richieste dalle aziende che, per effetto della globalizzazione, sono alla ricerca di soluzioni che consentano loro di valorizzare i propri servizi e di promuovere i propri prodotti anche al di là dei confini nazionali. Per altro, sono molte le imprese attive nei mercati stranieri che devono fare i conti con le difficoltà nell'individuare professionisti specializzati nelle traduzioni di brochure e manuali tecnici: ecco perché coloro che ricercano un impiego in questo settore possono pensare anche di rivolgersi direttamente a multinazionali o aziende di dimensioni più piccole che lavorano con l'estero.


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di Brenda Bimbi

Firenze, capoluogo della Toscana, è una città di circa 380mila abitanti che accoglie ogni anno un flusso di 4/5 milioni di turisti attirati soprattutto dalle bellezze artistiche che la rendono celebre in tutto il mondo.

Il centro storico di Firenze è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 1982 e in effetti, quando si passeggia per le vie e le piazze dove prima di noi hanno camminato Dante, Giotto, Botticelli, Donatello, Brunelleschi, Michelangelo, Leonardo da Vinci…, è come trovarsi in un immenso museo a cielo aperto dove si respira la storia e gli occhi si riempiono di bellezza.

Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni, il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana parliamo con Francesca B., una delle nostre brave insegnanti qui alla scuola.

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Di dove sei in Italia, Francesca?

Sono di Firenze, ma per essere precisa non sono nata a Firenze.

di Brenda Bimbi

Il gelato è uno dei “gioielli” della cucina italiana, uno degli alimenti più famosi del mondo e il più amato in estate.

Non ci pensiamo quando lo mangiamo, quando ci perdiamo nella sua cremosità e nei suoi tantissimi gusti diversi, ma il gelato ha una storia lunga (e spesso controversa) che comincia molto, molto tempo prima dell’invenzione del frigorifero.

10 cose che vi consiglio di fare per la gita perfetta di un giorno da Firenze

Questo fine settimana, potete andare con la scuola ABC a Siena. Forse non avete considerato molto questa piccola città, ma sono qui per dirvi perché dovreste andarci finché siete a Firenze.

Dopo aver fatto il mio Erasmus a Siena negli ultimi quattro mesi, ho imparato a conoscere e amare questa piccola città in Toscana. È un luogo peculiare dove si fa un salto indietro di 500 anni di storia. È diversa da Firenze in tanti modi, non solo più piccola e più intima, ma anche c’è un forte senso di appartenenza ad una comunità locale.

di Brenda Bimbi

Ponte Vecchio è uno dei ponti più famosi del mondo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. Sono sicura che anche tu hai avuto modo di passarci tante volte durante il tuo soggiorno studio a Firenze o lo farai se verrai in futuro.

La sua storia, naturalmente è molto lunga, ma qui puoi trovare gli episodi più importanti e alcune curiosità.

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